Thomas Lebrun è coreografo, danzatore, regista e pedagogo francese. Si forma inizialmente attraverso la danza classica e contemporanea e lavora come interprete per coreografi quali Bernard Glandier, Daniel Larrieu, Christine Bastin, Christine Jouve e Pascal Montrouge. Nel 2000 fonda la compagnia Illico a partire dal solo Cache ta joie!, avviando un percorso autoriale caratterizzato dall’incontro tra una forte precisione tecnica, teatralità, humour e attenzione alla condizione umana.
Tra il 2002 e il 2004 è artista associato al Vivat d’Armentières e dal 2005 al 2011 al Danse à Lille / Centre de Développement Chorégraphique. In questi anni sviluppa un repertorio nel quale la danza dialoga continuamente con il teatro e con la dimensione performativa. Tra le creazioni figurano On prendra bien le temps d’y être, La Trêve(s), Les Soirées What You Want?, Switch, Itinéraire d’un danseur grassouillet e La constellation consternée, lavori che attraversano registri diversi mantenendo una costante attenzione alla presenza scenica e alla relazione con il pubblico.
Nel gennaio 2012 viene nominato direttore del Centre chorégraphique national de Tours (CCNT), incarico che ricopre tuttora. Da allora sviluppa all’interno del centro una significativa attività di creazione, produzione, diffusione e formazione, realizzando numerose opere per la compagnia e costruendo allo stesso tempo una rete internazionale di collaborazioni. Il CCNT costituisce oggi il principale riferimento istituzionale del suo percorso.
Tra le sue creazioni per il CCNT figurano Tel Quel!, Les Rois de la Piste, Avant toutes disparitions, Another Look at Memory, Ils n’ont rien vu, Le Petit Saignant, Mille et une danses (pour 2021), Les Fêtes d’Hébé, On achève bien les chevaux, À l’ombre e numerosi altri lavori. Il suo repertorio viene rappresentato in Francia e all’estero, raggiungendo oltre un migliaio di repliche nei principali circuiti della danza contemporanea.
Una componente importante del suo lavoro è la capacità di attraversare la danza contemporanea senza rinunciare alla dimensione narrativa e teatrale. Nei suoi spettacoli convivono infatti movimento, parola, canto, musica, humour e costruzione drammaturgica, spesso a partire da temi legati alla memoria, al desiderio, all’identità, all’amore e alla trasformazione del corpo.
Parallelamente alla produzione personale, Lebrun sviluppa numerose collaborazioni con altri coreografi e artisti. È coautore di Le show / Un twomen show con Foofwa d’Imobilité, di Que tal! con Cécile Loyer e di Sous leurs pieds, le paradis con Radhouane El Meddeb. Ha inoltre realizzato commissioni e riallestimenti per compagnie e istituzioni francesi e internazionali.
Nel marzo 2017 dirige Les Fêtes d’Hébé di Jean-Philippe Rameau per l’Accademia dell’Opéra National de Paris. La produzione viene presentata all’Auditorium dell’Opéra Bastille di Parigi e successivamente al Britten Theatre di Londra, confermando il progressivo ampliamento della sua attività verso l’opera e il teatro musicale.
Nel giugno 2014 riceve il Premio SACD per la coreografia, assegnato dalla Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques, mentre nel marzo 2017 viene nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese. Questi riconoscimenti si aggiungono a una lunga attività di creazione e diffusione che ha portato i suoi lavori in numerosi Paesi europei, in Asia, nelle Americhe e nei territori francesi d’oltremare.
Dal 2018 sviluppa Dansez-Croisez, progetto di scambio e creazione che mette in relazione il CCNT con artisti e territori francesi d’oltremare e dell’area caraibica. Il progetto porta Lebrun a lavorare direttamente in Guyana francese, Martinica, Guadalupa e Cuba, costruendo processi di creazione basati sul confronto tra differenti contesti culturali, tradizioni corporee e pratiche contemporanee. Il programma costituisce una parte significativa della sua ricerca più recente.
Questa relazione con i territori caraibici e d’oltremare confluisce anche nella produzione Derrière Vaval, Pleurs, cornes et fwèt, creazione del 2025/26 per tre interpreti provenienti da differenti contesti. Il lavoro, presentato nella stagione 2025/26 del CCNT e successivamente al Théâtre National de la Danse de Chaillot, attraversa il tema delle radici, delle identità e delle memorie dei territori attraverso il rapporto tra danza, testo e cultura carnevalesca.
Nel 2025 debutta inoltre d’amour, nuova creazione per quattro interpreti nella quale Lebrun sviluppa una riflessione sulle differenti forme dell’amore, tra desiderio, memoria, passione e vulnerabilità. Il lavoro viene prodotto dal CCNT e coprodotto da Chaillot – Théâtre national de la Danse, La Rampe-La Ponatière e La Ferme du Buisson, entrando successivamente nel circuito nazionale francese.
La stagione 2025/26 conferma inoltre la sua attenzione alla trasmissione del repertorio. Tra i lavori ripresi figura Les Rois de la Piste, trasmesso attraverso il progetto nazionale Danse en amateur et répertoire, sostenuto dal Centre national de la danse, a testimonianza della volontà di rendere il repertorio coreografico accessibile anche attraverso processi di formazione e pratica amatoriale.
Un altro asse importante della sua attività è infatti la pedagogia. Lebrun insegna e conduce workshop per danzatori professionisti e studenti presso istituzioni quali il Centre national de la danse di Pantin e Lione, il Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris, la Ménagerie de Verre, il Balé Teatro Guaíra di Curitiba e il percorso Coline di Istres. La sua trasmissione mette al centro il rapporto tra tecnica, interpretazione, musicalità, teatralità e costruzione della presenza scenica.
Nel corso della sua direzione al CCNT ha inoltre sostenuto la presenza di differenti generazioni e linguaggi della coreografia contemporanea, invitando artisti associati, ospiti e compagnie a sviluppare residenze, creazioni e percorsi di ricerca. Per la stagione 2024–2026 l’artista associata del centro è Michèle Murray, mentre dal 2027 il CCNT annuncia Volmir Cordeiro come nuovo artista associato.
Il lavoro di Lebrun continua inoltre a svilupparsi nel rapporto fra danza e altri linguaggi. Le sue produzioni utilizzano frequentemente testo, musica, canto, costumi e dispositivi scenici come elementi drammaturgici, mentre la sua pratica registica attraversa sia la scena contemporanea sia il teatro musicale. Questo approccio gli consente di costruire opere nelle quali la coreografia non è separata dalla narrazione ma diventa uno dei suoi principali strumenti.
Per l’immediato futuro il CCNT ha annunciato una nuova creazione per il 2027, Dans l’espace inouï, nella quale Lebrun riunisce sette danzatori e danzatrici con i quali lavora da lungo tempo. Il progetto affronta il rapporto tra corpo, tempo, memoria e resistenza e presenta la danza come uno spazio di apertura, libertà e condivisione in un presente segnato da tensioni e conflitti.
Oggi Thomas Lebrun continua quindi a lavorare come coreografo, regista, danzatore, pedagogo e direttore del Centre chorégraphique national de Tours. Il suo percorso unisce una solida esperienza nella danza contemporanea francese a un repertorio capace di attraversare teatro, opera e performance, mantenendo costante l’attenzione per il corpo, la teatralità, la musica e la relazione con il pubblico.
