Il modulo di Drammaturgia della Danza si concentra non sul come muoversi, ma il perché lo si fa e cosa quei movimenti raccontano.
Se le tecniche insegnano a eseguire passi, salti o gesti in modo corretto, la drammaturgia invece porta a riflettere sul senso di quei movimenti: quale emozione contengono, quale immagine evocano, come si collegano tra loro e che tipo di esperienza offrono a chi guarda.
A differenza del teatro, dove la drammaturgia è spesso legata a un testo scritto, nella danza il linguaggio è il corpo. Per questo il lavoro drammaturgico si compone di un intreccio di movimenti, musica, spazio, ritmo, luci e atmosfere: tutti questi elementi concorrono a dare unità e significato a uno spettacolo.
In molte compagnie esiste la figura del Dramaturg della Danza, che non svolge il lavoro del coreografo, ma lo affianca per dare coerenza all’opera, si occupa di scovare il “filo rosso” che lega le varie parti e di aiutare il pubblico a entrare nel mondo che la coreografia vuole aprire.
Studiare questa materia significa imparare a guardare alla danza non solo come pura tecnica, ma come un linguaggio capace di raccontare, di emozionare e di far pensare.
