Panos Malactos è un danzatore, coreografo e performer cipriota con base a Bruxelles. Nato nel 1994 a Limassol, a 17 anni si trasferisce a Londra per studiare musical theatre presso il Bird College, grazie a una borsa di studio Dance and Drama Award, e prosegue successivamente la formazione alla Rambert School, dove consegue il BA Degree in Ballet and Contemporary Dance. La sua formazione integra una solida preparazione tecnica con un forte interesse per la teatralità, la fisicità e la performance.
Dopo la formazione lavora in diversi contesti della danza contemporanea europea e internazionale, collaborando con realtà e artisti quali Fresco Dance Company in Israele, Compagnie Tabea Martin, Liliana Barros, Jason Mabana Dance, Emma Evelein Dance, X-it Dance Theatre, Milena Ugren Koulas, Asomates Dynameis Dance Company e Festspielhaus St. Pölten. In Israele lavora inoltre con Inbal Dance Theatre, partecipando a lavori di Mor Shani e Noa Shadur.
Nel 2019 partecipa al progetto di collaborazione tra il Festspielhaus St. Pölten e la Batsheva Dance Company, interpretando Deca Dance di Ohad Naharin e la nuova creazione Ballroom di Shahar Binyamini. Nello stesso anno il suo solo Hire me, please riceve il New Choreographer Award alla Cyprus Choreography Platform e viene successivamente presentato in diversi festival internazionali.
Dal 2020 lavora stabilmente con la compagnia belga Peeping Tom, prendendo parte al trittico The missing door, The lost room e The hidden floor, diretto da Gabriela Carrizo e Franck Chartier. La collaborazione con Peeping Tom rappresenta una delle esperienze centrali del suo percorso di interprete e lo inserisce stabilmente nella scena internazionale del teatrodanza. La compagnia lo annovera tuttora tra i propri artisti.
Parallelamente alla carriera di interprete, dal 2017 sviluppa una propria pratica autoriale, realizzando lavori nei quali corpo, teatralità, cultura pop e ricerca sull’identità si incontrano attraverso un linguaggio fisico e performativo fortemente personale. Tra i suoi progetti figurano Hire me, please, Sadboi, Are You Okay?, We All Need Therapy e NO IM NOT. La sua ricerca affronta spesso temi legati alla vulnerabilità, al desiderio, all’immagine di sé, alle relazioni di potere e alle aspettative sociali e professionali legate al corpo del performer.
Una collaborazione particolarmente importante è quella con il regista greco Elias Adam, con il quale lavora più volte come performer e coreografo, contribuendo alla creazione di progetti per Onassis Stegi e per altri contesti indipendenti. Tra i lavori realizzati insieme figurano Eyolf Machine e Father Help Us, oltre a diversi progetti legati alla ricerca teatrale e performativa.
Nel 2024 debutta a Onassis Stegi We All Need Therapy, una creazione che prosegue la sua indagine sul corpo e sulle pressioni individuali e sociali, sostenuta anche dal programma di esportazione culturale Outward Turn di Onassis Stegi e dal Deputy Ministry of Culture di Cipro. Il lavoro viene successivamente presentato anche fuori dalla Grecia, consolidando la circuitazione internazionale delle sue produzioni.
Nel 2025 continua la propria attività autoriale internazionale con Hire me, please e NO IM NOT, presentati tra gli altri al Dance Days Chania. NO IM NOT sviluppa le tematiche già affrontate in Are You Okay?, concentrandosi sulle dinamiche di potere e sulle pressioni psicologiche all’interno del mondo della danza.
Nel 2026 presenta Brightest Heroine, nuova creazione solistica ispirata al corpo come spazio di reazione, risveglio e rivolta di fronte alle inquietudini del presente. Il lavoro viene presentato nell’ambito dell’Athens Epidaurus Festival, confermando la continuità della sua attività come coreografo e performer accanto al lavoro con Peeping Tom.
La sua attività artistica si completa con una pratica pedagogica che attraversa danza contemporanea, fisicità e performance, continuando a svilupparsi attraverso workshop, masterclass e progetti di formazione in diversi contesti internazionali. Il suo lavoro creativo ha viaggiato in numerosi Paesi europei e in Nuova Zelanda, consolidando un profilo che oggi unisce stabilmente l’esperienza di interprete presso Peeping Tom a una ricerca autoriale indipendente sempre più riconoscibile.
