Yasmeen Godder nasce a Gerusalemme nel 1973 e cresce a New York, dove si forma alla High School of the Performing Arts e studia alla Martha Graham School. Nel 1993 entra alla Tisch School of the Arts della New York University, conseguendo nel 1997 un Bachelor of Fine Arts in Dance. Nello stesso periodo inizia a presentare i propri lavori e sviluppa una ricerca coreografica caratterizzata da una forte fisicità, dalla dimensione teatrale e da un interesse per le relazioni tra corpo, emozione, identità e politica.
Nel 1999 torna in Israele e si stabilisce a Jaffa. Nel 2001 fonda la Yasmeen Godder Company, con sede presso il Mandel Cultural Center, sviluppando un percorso artistico che mette in relazione danza, teatro fisico, musica, voce, arti visive e pratiche partecipative. La compagnia lavora in Israele e a livello internazionale e concentra la propria ricerca sul rapporto tra dimensione personale e politica, attraverso lavori fisicamente e mentalmente stratificati.
Nel corso della sua carriera Godder crea oltre venti opere a serata intera, presentate in Israele e nei principali circuiti internazionali, tra cui Lincoln Center Festival di New York, Sydney Opera House, Montpellier Danse, Tanz im August di Berlino, The Place di Londra, Tanzhaus NRW di Düsseldorf e Tokyo Festival. I suoi lavori vengono inoltre commissionati da importanti compagnie e istituzioni internazionali.
Tra le creazioni più rappresentative figurano i feel funny today, Strawberry Cream and Gunpowder, I’m Mean, I Am, Singular Sensation, Lie Like a Lion, CLIMAX, The Toxic Exotic Disappearance Act, See Her Change, Common Emotions, Stereotypes Game, Simple Action e Shout Aloud. La sua poetica attraversa differenti stati fisici ed emotivi, combinando vulnerabilità, humour, sensualità, tensione e una particolare attenzione alla relazione tra interpreti e pubblico.
Una componente sempre più importante del suo lavoro riguarda infatti la relazione con il pubblico. Attraverso performance partecipative e dispositivi immersivi, Godder mette in discussione la separazione convenzionale tra spettatore e performer. Questo percorso trova una forma particolarmente significativa in CLIMAX, originariamente concepito per il Petach Tikva Museum of Art, nel quale gli spettatori possono muoversi nello spazio e diventare parte attiva dell’esperienza coreografica.
La ricerca sulla relazione, sulla vulnerabilità e sull’empatia prosegue attraverso la serie Practicing Empathy, sviluppata insieme al dramaturg e artista multidisciplinare Itzik Giuli. Il progetto utilizza performance, workshop e pratiche partecipative per esplorare modalità di incontro nelle quali corpo, percezione e ascolto diventano strumenti per costruire una relazione più diretta tra artisti e pubblico.
Parallelamente alla creazione artistica, Godder sviluppa da oltre venticinque anni una significativa attività pedagogica. Le sue classi lavorano su facilità, connessione e potenza, attraverso l’integrazione di consapevolezza anatomica, spaziale e musicale e l’utilizzo di frasi fisiche complesse. Nel corso della sua attività insegna in numerosi contesti internazionali, tra cui la Jerusalem Academy of Music and Dance, il Kelim Center di Tel Aviv, The Place di Londra e Tanzhaus NRW di Düsseldorf.
Il lavoro pedagogico è strettamente legato alla dimensione sociale della compagnia. Nel 2015 Godder fonda Moving Communities, programma di comunità che apre lo studio della compagnia a differenti popolazioni e utilizza la danza come strumento di dialogo, empatia, guarigione, gioia e attivismo sociale. Il progetto comprende classi settimanali di danza contemporanea per persone che vivono con il Parkinson, conferenze internazionali e creazioni con gruppi di abilità differenti.
Nel 2015 la compagnia collabora inoltre con il Theater Freiburg al progetto Störung / Hafra’a, dedicato all’incontro tra danzatori professionisti, scienziati e persone che vivono con il Parkinson. Il progetto riceve nel 2017 lo Shimon Peres Prize per il suo innovativo approccio alla ricerca condivisa attraverso il movimento.
Dal 2019, insieme alla coreografa palestinese di Jaffa Nur Garabli, sviluppa Na’ot Ma’ Ba’ad – Moving Together, programma bilingue di danza rivolto a donne arabe palestinesi ed ebree di Jaffa. Il progetto costruisce uno spazio comune di movimento, ascolto e scambio culturale e dal 2022 si amplia nel Na’ot Ma’ Ba’ad Festival, dedicato alle donne e alle ragazze della comunità locale.
Nel corso della carriera riceve numerosi riconoscimenti. Nel 2001 ottiene il prestigioso New York Dance and Performance Award – Bessie Award per i feel funny today. Seguono diversi Israeli Ministry of Culture Awards, il Rosenblum Award for Excellence in the Performing Arts della municipalità di Tel Aviv-Jaffa e il Landau Prize for Excellence in Arts. Nel 2017, per Störung / Hafra’a, riceve insieme ai collaboratori il Shimon Peres Prize.
Tra le produzioni più recenti figura Simple Action, performance partecipativa ispirata allo Stabat Mater, nella quale Godder e la sua compagnia continuano a esplorare la performance come spazio di connessione. Il lavoro invita il pubblico a condividere un’esperienza sensoriale collettiva, mettendo al centro empatia, identificazione, cura, fiducia e vulnerabilità.
Nel 2024 debutta Shout Aloud, realizzato in collaborazione con la cantante israeliana Dikla. La creazione approfondisce il rapporto tra voce, corpo e presenza e sviluppa ulteriormente l’interesse di Godder per forme di performance nelle quali musica, movimento e parola concorrono alla costruzione dell’esperienza scenica.
Nel 2025 debutta Bare on Rust, nuova creazione per cinque performer nella quale movimento, corpo e suono diventano i materiali primari di un ambiente scenico sospeso e fisicamente intenso. Il lavoro esplora stati fisici estremi, vulnerabilità, disorientamento e trasformazione, sviluppando una ricerca nella quale i corpi vengono concepiti come luoghi di esperienza e di resistenza. La produzione è tuttora in circuitazione nel 2026.
Nel 2026 debutta inoltre SHELLING, nuovo solo interpretato dalla stessa Godder. La creazione nasce da una ricerca fisica sulla frammentazione interiore, la vulnerabilità e la resilienza e considera il corpo come un archivio vivente nel quale si depositano esperienze personali e generazionali. Il lavoro è prodotto dalla Yasmeen Godder Company in coproduzione con Theater im Ballsaal / Tanzgenerator Bonn e Künstler*innenhaus Mousonturm Frankfurt.
Nel 2026 prosegue inoltre la ricerca sulle pratiche di empatia e partecipazione attraverso workshop e masterclass internazionali. Nel settembre dello stesso anno Godder e Itzik Giuli conducono a Berlino un percorso dedicato alla relazione tra corpo, impulsi fisici e vocali, ascolto e costruzione di pratiche individuali e collettive.
Oggi Yasmeen Godder vive e lavora a Jaffa, dove continua a dirigere la propria compagnia, creare nuove opere, insegnare e sviluppare progetti di comunità. Il suo percorso riunisce coreografia, performance, pedagogia e pratiche sociali, mantenendo al centro il corpo come luogo di esperienza, relazione, vulnerabilità e trasformazione.
