Marcos Morau nasce a Valencia nel 1982. Si forma tra Barcellona e New York nell’ambito della fotografia, del movimento e del teatro, approfondendo successivamente gli studi di drammaturgia. Si diploma con il massimo dei voti all’Institut del Teatre de Barcelona, dove riceve anche il Premio Straordinario di Creazione, e consegue un Master in Teoria della Drammaturgia tra Universitat Autònoma de Barcelona, Universitat Pompeu Fabra e Institut del Teatre. La sua formazione interdisciplinare è alla base di una ricerca nella quale movimento, immagine, spazio e narrazione convivono in una continua contaminazione tra linguaggi.
Nel corso della formazione realizza inoltre un progetto di assistenza coreografica presso Nederlands Dans Theater e collabora con IT Dansa, compagnia del Institut del Teatre diretta all’epoca da Catherine Allard. Queste esperienze contribuiscono alla costruzione di un approccio autoriale nel quale la danza dialoga costantemente con il teatro fisico, la fotografia, il cinema e le arti visive.
Nel 2005 fonda La Veronal, compagnia con sede a Barcellona della quale è tuttora direttore artistico, coreografo e artista multidisciplinare. Il collettivo riunisce artisti provenienti da differenti ambiti della scena e sviluppa un universo creativo nel quale danza, teatro, arti visive e musica concorrono alla costruzione di mondi immaginari e paesaggi fortemente riconoscibili. Morau cura non solo la coreografia e la regia, ma anche, in diversi lavori, scenografia, costumi e illuminazione.
Con La Veronal realizza una lunga serie di produzioni presentate nei principali teatri e festival internazionali, tra cui Théâtre National de Chaillot di Parigi, Festival d’Avignon, Biennale di Venezia, Tanz im August di Berlino, Romaeuropa Festival, SIDance Festival di Seoul e Sadler’s Wells di Londra. La compagnia ha costruito negli anni una presenza internazionale in oltre trenta Paesi.
Tra le principali creazioni di Morau per La Veronal figurano Países, Voronia, Siena, Sonoma, Opening Night, Firmamento e La mort i la primavera. Quest’ultima, ispirata all’opera incompiuta di Mercè Rodoreda, debutta nel 2025 alla Biennale Danza di Venezia e al Teatre Nacional de Catalunya e prosegue la propria circuitazione internazionale nel 2026.
Parallelamente alla produzione per La Veronal, Morau è invitato a creare per alcune delle più importanti compagnie europee e internazionali, tra cui Nederlands Dans Theater, GöteborgsOperans Danskompani, Scapino Ballet Rotterdam, Skånes Dansteater, Carte Blanche, Ballet de Lorraine, Royal Danish Ballet, Royal Ballet of Flanders, National Dance Company of Spain e Ballet de l’Opéra de Lyon. Il suo lavoro si colloca costantemente tra danza, teatro fisico e arti visive, creando una cifra scenica immediatamente riconoscibile.
Il suo percorso è costellato di importanti riconoscimenti. Nel 2013 riceve il Premio Nacional de Danza del Ministero della Cultura spagnolo, diventando il più giovane artista a ottenere il riconoscimento. Nel 2023 viene nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese; nello stesso anno e nuovamente nel 2025 viene indicato dalla rivista tedesca Tanz come miglior coreografo dell’anno. Nel 2025 riceve inoltre il Premi Nacional de Cultura de Catalunya per il suo contributo al linguaggio coreografico e di movimento e all’evoluzione del teatro fisico.
Dal 2020 Morau è artista associato di Oriente Occidente, rapporto che prosegue oggi con il ruolo di curatore associato fino a dicembre 2027. La collaborazione con il festival trentino ha accompagnato diverse tappe del percorso di La Veronal, tra cui Sonoma.
Dal 2023 è inoltre artista associato al Staatsballett Berlin, alla Triennale Milano Teatro e al Nederlands Dans Theater, consolidando una presenza internazionale che attraversa la danza, il teatro e l’opera. Nel 2025–2027 è artista associato di Triennale Milano Teatro, con un rapporto che comprende sostegno produttivo, ospitalità e attività laboratoriali e progettuali.
Nel 2026 La Veronal prosegue la propria attività internazionale con nuove tournée e con la presentazione di Living & Leaving, nuova creazione in debutto a Rovereto nel settembre 2026, oltre alla circuitazione di La mort i la primavera, Sonoma e Firmamento. Morau continua così a sviluppare una ricerca che intreccia corpo, immagine, memoria e spazio, utilizzando il palcoscenico come luogo di costruzione di mondi narrativi e visivi complessi.
