Fabio Calvisi è un danzatore italiano attivo tra Italia, Germania e Spagna. Dopo una prima formazione nell’ambito della danza urbana, a 18 anni si trasferisce a Milano e approfondisce la danza contemporanea. Nel 2019 prende parte alla creazione di A Poetry Abstraction di Diego Tortelli, produzione della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, esperienza che rappresenta una delle prime tappe significative del suo percorso professionale e un incontro destinato a influenzare profondamente il suo approccio al movimento e alla ricerca coreografica.
Nel corso degli anni lavora come interprete con diverse realtà italiane, tra cui Susanna Beltrami, Equilibrio Dinamico e Sanpapié, e sviluppa parallelamente numerose collaborazioni in Germania con coreografi e collettivi indipendenti, tra cui Julia Maria Koch, Dagada Company, Emese Nagy, Sade Mamedova e Arcis Collective.
Nel 2023 è guest dancer al Theater Nordhausen e nel 2024 partecipa alla produzione operistica Orfeo ed Euridice alla Staatsoper Hannover. Nello stesso periodo entra nel percorso artistico di Marcos Morau e La Veronal, partecipando a Totentanz – Morgen ist die Frage, progetto site-specific realizzato per Triennale Milano nel 2025.
Nel 2025 è tra gli interpreti di La mort i la primavera, nuova creazione di La Veronal presentata in prima assoluta alla Biennale Danza di Venezia. La produzione, ispirata all’omonimo romanzo di Mercè Rodoreda, coinvolge Fabio Calvisi accanto a Maria Arnal, Marina Rodríguez, Lorena Nogal, Núria Navarra, Jon López, Valentin Goniot, Ignacio Fizona Camargo e Shay Partush. Lo spettacolo prosegue la circuitazione internazionale nel 2026, con tappe tra cui il Centro Danza Matadero di Madrid, il Teatre Nacional de Catalunya e Triennale Milano.
Nel 2026 Calvisi prosegue la collaborazione con La Veronal anche attraverso Living & Leaving, primo capitolo della nuova Trilogia de la vida di Marcos Morau, concepito in duo con Marina Rodríguez e prodotto insieme a Oriente Occidente, Mercat de les Flors e Temporada Alta. Il progetto amplia la ricerca di Morau verso una forma più intima e site-responsive, pensata per teatri, musei, gallerie e spazi esterni.
