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Wim Vandekeybus

Ultima Vez
Wim Vandekeybus

Wim Vandekeybus è coreografo, danzatore, regista, filmmaker e fotografo belga. Nel 1986 fonda a Bruxelles Ultima Vez, compagnia con la quale sviluppa una delle poetiche più riconoscibili della danza contemporanea europea. Il suo linguaggio mette in relazione intuizione, impulso e istinto con energia, rischio e pericolo, concentrandosi spesso sul conflitto tra corpo e mente, individuo e gruppo, natura e cultura, umano e animale.

Il suo debutto artistico avviene nel 1987 con What the Body Does Not Remember, creazione realizzata insieme ai compositori Thierry De Mey e Peter Vermeersch. Lo spettacolo, presentato in prima assoluta alla De Brakke Grond di Amsterdam, viene successivamente premiato a New York con il prestigioso Bessie Award, riconoscimento assegnato per il carattere innovativo del lavoro e per la sua radicale relazione tra danza e musica. Nel 1989 il secondo spettacolo, Les porteuses de mauvaises nouvelles, riceve nuovamente il Bessie Award.

Con Ultima Vez Vandekeybus costruisce un repertorio nel quale danza, teatro, musica, cinema e arti visive vengono continuamente messi in dialogo. Il corpo dei performer diventa il luogo nel quale si manifestano tensione, rischio, paura, desiderio, aggressività, humour e imprevedibilità. Le sue opere si presentano spesso come montaggi associativi nei quali gli elementi visivi e sonori non costituiscono semplicemente un accompagnamento alla coreografia, ma partecipano direttamente alla costruzione drammaturgica.

Nel corso della sua carriera crea oltre quaranta opere, collaborando con musicisti e compositori quali Thierry De Mey, Peter Vermeersch, David Byrne, David Eugene Edwards, Arno, Charo Calvo, Mauro Pawlowski, Marc Ribot e Trixie Whitley. Tra gli artisti visivi che hanno contribuito alle sue produzioni figurano Olivier de Sagazan, Vincent Glowinski / Bonhom e l’architetto Gijs Van Vaerenbergh.

Tra le produzioni più significative del suo repertorio figurano Blush, In Spite of Wishing and Wanting, Sonic Boom, Puur, Spiegel, What’s the Prediction?!, Mockumentary of a Contemporary Saviour, TrapTown, Traces, Hands Do Not Touch Your Precious Me, Scattered Memories, Infamous Offspring e VOID. Ogni lavoro prosegue l’esplorazione delle relazioni tra corpo, conflitto, istinto, memoria e comunità, adattando però di volta in volta la forma scenica, musicale e narrativa.

Nel 2004 realizza Blush, progetto che segna un passaggio fondamentale nel rapporto tra danza e cinema. La performance integra infatti immagini filmate girate dallo stesso Vandekeybus, mentre la musica è composta da David Eugene Edwards e i testi sono sviluppati insieme allo scrittore Peter Verhelst. L’opera viene successivamente trasformata anche in film, confermando la centralità del linguaggio cinematografico nel percorso dell’autore.

Parallelamente alla scena, Vandekeybus sviluppa una vera e propria attività cinematografica. Dirige i film Blush e Here After, oltre ai lungometraggi Monkey Sandwich e Galloping Mind. In questi lavori trasferisce sullo schermo alcuni dei temi e degli strumenti della propria ricerca teatrale, costruendo un cinema nel quale movimento, corpo e montaggio sono strettamente interconnessi.

Nel 2013 What the Body Does Not Remember torna in tournée in una nuova versione, a venticinque anni dalla creazione originale, con una nuova generazione di interpreti e la musica eseguita dal vivo da Ictus. Il lavoro continua a rappresentare una pietra miliare nel repertorio di Ultima Vez e viene regolarmente ripreso negli anni successivi.

Nel 2020 collabora con Ivo van Hove e l’Internationaal Theater Amsterdam alla produzione teatrale Age of Rage, curandone la componente coreografica e fisica. Nello stesso periodo crea Draw From Within per la compagnia londinese Rambert, lavoro nato durante la pandemia e concepito appositamente per lo schermo. La produzione riceve il UK National Dance Award per la Best Digital Choreography, confermando la capacità di Vandekeybus di trasferire il proprio linguaggio in nuovi formati.

Nel 2019 crea Traces, lavoro nel quale torna alle origini della propria ricerca concentrandosi sul rapporto fra il corpo umano e la natura. Dieci danzatori si confrontano con il tema dell’istinto, del rischio e della sopravvivenza attraverso una scrittura fisica nella quale il corpo sembra riattivare una memoria precedente al linguaggio. La musica è composta da Trixie Whitley, Shahzad Ismaily, Ben Perowsky e Daniel Mintseris, con Marc Ribot alla chitarra.

Nel 2020–2021 sviluppa Hands do not touch your precious Me, dialogo tra il proprio universo coreografico, le opere dell’artista plastico Olivier de Sagazan e la musica di Charo Calvo. Il lavoro mette in relazione danza, trasformazione del corpo, materia e immaginazione, accentuando la dimensione rituale e performativa tipica delle sue creazioni.

Nel 2022, in occasione del 35° anniversario di Ultima Vez, crea Scattered Memories, progetto che riunisce interpreti delle diverse generazioni della compagnia. Il lavoro recupera e trasforma materiali provenienti dal repertorio storico di Ultima Vez, reinterpretandoli attraverso i corpi degli artisti del presente. La prima avviene all’ImPulsTanz – Vienna International Dance Festival.

Nel 2023 presenta Infamous Offspring, creazione che intreccia danza, poesia e cinema intorno alle radici della mitologia greca. Il lavoro è diretto e coreografato da Vandekeybus e sviluppato insieme agli interpreti, con testi di Fiona Benson, musiche di Warren Ellis e ILA e un importante uso del film come parte integrante della drammaturgia. La produzione continua a essere presentata nel 2026, anche al GIFT Festival di Tbilisi.

Nel 2024 debutta VOID, nuova creazione di Vandekeybus presentata alla KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg di Bruxelles. Anche in questo lavoro la coreografia si sviluppa attraverso un rapporto stretto tra corpo, musica, immagine e tensione drammatica, confermando la continuità della sua ricerca sul rapporto tra esperienza fisica e costruzione narrativa.

Nel 2026 Vandekeybus affronta per la prima volta la regia d’opera con Carmen di Georges Bizet, in collaborazione con Opera Ballet Vlaanderen. Per la produzione firma la regia e la coreografia, oltre alla scenografia, e mette in relazione il dramma operistico con il proprio linguaggio fisico e teatrale. Il cast comprende i cantanti dell’ensemble di Opera Ballet Vlaanderen insieme ai danzatori di Ultima Vez e dell’Opera Ballet Vlaanderen.

Nello stesso anno torna alla sua opera d’esordio con What the Body Does Not Remember – Revival, ripensata in una nuova versione con musica dal vivo dell’Ensemble Intercontemporain. Il revival debutta il 17 giugno 2026 alla Philharmonie de Paris e introduce diciassette minuti di nuova musica composta da Thierry De Mey e una nuova scena coreografica. La rilettura non è quindi una semplice ripresa storica, ma un nuovo capitolo di una delle opere fondative della danza contemporanea europea.

Il 2026 vede inoltre una significativa attività di trasmissione del suo linguaggio. Ultima Vez organizza workshop e masterclass rivolti a danzatori professionisti, performer, studenti e artisti di altre discipline, nei quali vengono condivisi principi del repertorio, processi creativi e metodologia di lavoro. La pratica pedagogica di Vandekeybus continua a fondarsi su fisicità intensa, intuizione, teatralità, energia, ascolto, presenza, conflitto e rischio.

La relazione tra danza e cinema rimane inoltre attiva nella sua pratica contemporanea: i workshop di Ultima Vez comprendono oggi anche masterclass di film e video condotte da Vandekeybus, nelle quali condivide il proprio approccio alla regia cinematografica e alla costruzione della danza per la macchina da presa. Questo conferma come cinema, fotografia e movimento continuino a essere componenti inseparabili della sua identità artistica.

Nel corso degli ultimi quarant’anni Vandekeybus ha trasformato Ultima Vez in un vero e proprio house for contemporary dance a Bruxelles: uno spazio nel quale produzione, distribuzione, formazione e sviluppo di nuovi artisti convivono con la ricerca della compagnia. Oggi Ultima Vez sostiene inoltre nuove generazioni di creatori attraverso il programma Ulti’Mates e attività partecipative rivolte a pubblici differenti.

Il suo percorso è stato quindi caratterizzato da una continua espansione dei confini della coreografia: dalla danza alla musica, dal teatro al cinema, dalla fotografia alla progettazione dello spazio, senza rinunciare alla centralità del corpo e all’esperienza fisica dell’interprete. La cifra di Vandekeybus continua a fondarsi sulla tensione tra istinto e controllo, rischio e sopravvivenza, individuo e collettività, elementi che hanno reso il suo lavoro una delle presenze più influenti della scena coreografica europea contemporanea.

Nel 2026 Wim Vandekeybus continua quindi a essere alla guida artistica di Ultima Vez, alternando nuove creazioni, riprese del repertorio storico, cinema, regia d’opera, attività pedagogica e collaborazioni internazionali. Il ritorno di What the Body Does Not Remember e il debutto di Carmen mostrano due estremi complementari del suo percorso: la continua rilettura delle proprie origini e, allo stesso tempo, l’apertura verso nuovi territori artistici.

Info

Vive a:
Bruxelles, Belgio
Periodo di Attività:
1986 - in attività
Lavora con:
Ultima Vez;
Internationaal Theater Amsterdam;
Rambert;
Opera Ballet Vlaanderen;
KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg;
ImPulsTanz – Vienna International Dance Festival;
Philharmonie de Paris;
Ensemble Intercontemporain;
Théâtre de la Ville;
deSingel Arts Campus;
Festival d’Avignon;
Con ArteMente:
Summer Lab 2025;
Àngela BoixMasha Kolegova
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